CESSIONE ILVA, CHIARELLI AL GOVERNO: «SI COINVOLGA MAGGIORMENTE IL TERRITORIO»

L’onorevole Gianfranco Chiarelli (Direzione Italia) ha presentato un’interpellanza sulla cessione Ilva, al Presidente del Consiglio, al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro dell’Ambiente.

«È nota la gravità della crisi socio economica ed ambientale che interessa la provincia ionica. -scrive Chiarelli- Le vicende che riguardano l’acciaieria Ilva dal 2012, anno dei primi interventi della magistratura, nonostante i numerosi interventi legislativi, continuano a incidere in modo significativo, e purtroppo negativamente, sul livello complessivo di vivibilità del territorio».
La riduzione della produzione, a suo dire, «ha determinato effetti devastanti, sia sul piano dell’occupazione diretta, con un massiccio ricorso a varie forme di ammortizzatori sociali, sia per la economia indotta, relativa all’appalto e, più in generale a tutto il tessuto economico del territorio».
Alle difficoltà di natura economica, e alla mancanza di prospettive di sviluppo in tempi brevi, «si sommano le questioni ambientali che continuano a registrare gli effetti di una presenza invasiva in termini di inquinamento», dice.
«Acquisita la volontà del governo di garantire continuità alla presenza dello stabilimento siderurgico a Taranto, ritenuto strategico per il Paese, si è in fase di cessione della gestione ad un gruppo di imprese private», spiega. Allo stato sono in fase di valutazione due proposte; quella di Am Investco Italy, la joint venture di ArcelorMittal-Marcegaglia e AcciaItalia  gruppo costituito da Jindal South West, Cassa Depositi e Prestiti, Giovanni Arvedi, Leonardo Del Vecchio.
«In continuità con un modus operandi che da sempre ha caratterizzato il rapporto tra gestione commissariale e territorio, le informazioni relative alle procedure in corso sono estremamente limitate e, soprattutto, manca il confronto con il territorio», denuncia Chiarelli, per il quale è invece «fondamentale, nella valutazione delle offerte dare priorità al piano ambientale, alla affidabilità complessiva del gruppo di aziende alla luce anche della storia imprenditoriale e al rapporto con il territorio».
Per Chiarelli,  è necessario «un deciso cambio di rotta». Per questo ha depositato una interpellanza parlamentare per chiedere al Governo, attraverso i competenti ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente,  «se ritengano di organizzare a Taranto attività di confronto con tutte le istituzioni, le associazioni e le organizzazioni economiche, a vario titolo interessate agli esiti della cessione della gestione dell’Ilva, per una ampia condivisione delle valutazioni» e se inoltre, «intendano disporre accurate verifiche relative alle garanzie generali di affidabilità dei gruppi che hanno presentato offerta che, prioritariamente rispetto alle valutazioni di natura economica, valutino le capacità manageriali alla luce dei pregressi impegni che alcuni soggetti interessati hanno gestito nel territorio ionico».

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