CESSIONE ILVA: “CHIAREZZA. DIVERSAMENTE MEGLIO RIPENSARCI”

“La cronaca di questi giorni ci parla di una possibile dilatazione dei tempi per l’attuazione dell’AIA, di ritardi biblici per la copertura dei parchi minerali (ammesso che si facciano); in generale di una cessione al buio che, per quanto è dato sapere, non risolverà, sicuramente non in tempi decenti, i problemi legati all’inquinamento”. Questo quanto dichiarato da Gianfranco Chiarelli, Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati, a proposito dell’acquisto dello stabilimento Ilva.

A tal fine l’onorevole ha chiesto al Governo lumi sulla questione in una interpellanza depositata in Parlamento lo scorso marzo. Due i quesiti posti al presidente del Consiglio, al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro dell’Ambiente, “se ritengano di organizzare a Taranto attività di confronto con tutte le istanze istituzionali, associative, economiche, a vario titolo interessate agli esiti della cessione della gestione dell’Ilva, per una ampia condivisione delle valutazioni” e inoltre “se intendano disporre accurate verifiche relative alle garanzie generali di affidabilità dei gruppi che hanno presentato offerta che, prioritariamente rispetto alle valutazioni di natura economica, valutino le capacità manageriali alla luce dei pregressi impegni che alcuni soggetti interessati hanno gestito nel territorio ionico”.

“I fatti ci dicono che, almeno per il primo punto, la risposta non c’è stata. – spiega Chiarelli – Nessuna notizia neppure per quanto riguarda le verifiche sulla reale affidabilità del gruppo assegnatario” dunque “l’unica certezza è la riduzione di almeno 4.000 unità lavorative”.
“Ritengo a questo punto che sia improcrastinabile una iniziativa del governo per fare chiarezza- conclude l’onorevole – e, soprattutto, garantire che la cessione ai privati sia realmente una soluzione che porti vantaggi al territorio. Diversamente meglio ripensare il tutto”.

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