CHIARELLI (D.I.): IL PAESE OSTAGGIO DI RENZI E DEL PD

Mentre l’ Europa continua a chiedere all’Italia una manovra correttiva, e nella valutazione della crescita economica il nostro Paese è fanalino di coda, appena prima della Grecia; mentre aumenta ancora il debito pubblico e non cresce   l’occupazione, Renzi e il PD continuano a tenere in ostaggio l’intero Paese. La direzione nazionale, infatti, ha confermato come l’interesse del partito democratico sia focalizzato esclusivamente sulle beghe interne, sulla guerra tra correnti, nell’ambito di un congresso ormai permanente. E mentre Renzi ed Emiliano litigano su Taranto, sull’Ilva siamo ormai alla farsa. Da un lato la scoperta di gravi incongruenze rilevate tra l’ultimo decreto e la legge che definisce l’ AIA; un provvedimento stabilisce nel 2023 il termine per il completamento dei lavori, l’altro il 2018 e, ancora, totale incertezza sul limite di produzione: sei o otto milioni di tonnellate anno? Dall’altro la Svizzera mantiene ancora bloccati i fondi dei Riva con il fondato rischio che salti tutta l’operazione cessione. E, se non bastasse, la decisione del Gip di Milano di respingere il patteggiamento. Si verifica quanto da tempo andiamo segnalando, ovvero che si continua a fare i conti senza l’oste! Non c’è bisogno di correre alle elezioni, con il rischio di ritrovarsi, senza una decente legge elettorale, nelle stesse condizioni di ingovernabilità, ma di un governo che si occupi di risolvere i tanti problemi degli italiani. E questo vale per Gentiloni come per Emiliano che, prima o poi, dovrà decidersi a fare il governatore della Puglia.

On. Avv. Gianfranco Chiarelli

Commissione Giustizia Camera dei Deputati

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