GIANFRANCO CHIARELLI: LE NOSTRE PROSPETTIVE DI SVILUPPO

D. Onorevole Chiarelli una nuova sfida elettorale, in un momento molto difficile per il nostro Paese, come intende affrontarla?
r. Lo stato in cui versa il nostro paese oggi è sicuramente estremamente critico, per usare un eufemismo; i governi di centro-sinistra, con il valido contributo della parentesi tecnica targata Monti-Fornero, ci consegnano un’Italia sostanzialmente senza prospettive di sviluppo, con un altissimo livello di disoccupazione reale, una pressione fiscale fuori misura, e un generale stato di insicurezza. In questo contesto il mio impegno, e in generale quello del centrodestra, è quello di proporre una reale alternativa, con un progetto che segni realmente la svolta.

D. Chiaramente dall’altro fronte giungono diverse valutazioni; si parla ad’esempio di 1 milione di nuovi posti di lavoro.
r. Un conto è la propaganda, altro è la realtà, che parla di definitiva precarizzazione del lavoro e di dati statistici gonfiati. Il Jobs Act ha reso precario il lavoro e ha allo stesso tempo contaminato i dati; è noto, infatti, che anche l’occupazione temporanea, perfino di pochi giorni, venga considerata statisticamente un nuovo posto di lavoro. La realtà è quella che percepiscono le famiglie, soprattutto quelle al Sud, dove la disoccupazione giovanile supera ormai il 50%.
D. come pensa si possa risolvere il problema del lavoro?
r. Il lavoro si crea ponendo le condizioni per incentivare gli investimenti produttivi, riducendo i troppi vincoli burocratici, facilitando l’accesso al credito. Su un piano più generale ritengo anche che si possa continuare, o meglio riprendere, gli investimenti pubblici in tema di grandi strutture, sostituendo la spesa improduttiva ed assistenzialistica, con quella in grado di produrre nuova ricchezza. Prima di pensare alla ridistribuzione di qualcosa che oggi è sempre più scarso, occorre creare le condizioni per creare nuovo sviluppo.
D. Quando parla di incentivare gli investimenti produttivi fa riferimento anche alla riforma fiscale?
r. Non c’è dubbio che la riforma fiscale sia uno degli obiettivi prioritari del programma del centrodestra; non dico nulla di nuovo se affermo che la pressione fiscale oggi sulle aziende e sulle famiglie ha raggiunto livelli assolutamente alti, con il contraltare di servizi scadenti ed una elevatissima evasione fiscale. La nostra proposta di una aliquota unica, che abbiamo più volte spiegato nel dettaglio, è la strada da percorrere se davvero si vuole avviare finalmente la ripresa sul piano economico, aumentando peraltro il potere d’acquisto delle famiglie e consentendo alle aziende, soprattutto la piccola e media impresa, di creare nuove opportunità occupazionali.
D. E’ di grande attualità in questi giorni il tema della sicurezza che si pone anche in relazione alla emergenza migranti, come risponde a quanti accusano il centrodestra di razzismo?
r. Quello del razzismo è sicuramente un argomento di distrazione di massa. L’emergenza migranti evidenzia la totale incapacità degli ultimi governi di gestire, anche sul piano dei rapporti internazionali, una problematica che, dati alla mano incide notevolmente, in generale, sulla vita dei cittadini. I dati provengono dal ministero dell’interno e quindi sono fuori discussione; ci sono circa 600.000 clandestini, e un’alta percentuale di reati commessi da stranieri. Ciò non vuol dire che tutti i migranti vengano da noi per delinquere. Va però chiarito che l’accoglienza non può prescindere dalla legalità. La chiusura delle frontiere europee ha trasformato l’Italia in un grande centro di accoglienza; un’accoglienza che però, nonostante i 5 miliardi spesi, non risolve neppure in minima parte le esigenze di chi viene in Europa in cerca di una vita migliore, e ha creato le condizioni perché si sviluppasse un ampio sistema di sfruttamento, come alcuni importanti vicende giudiziarie testimoniano. Si accolga chi realmente fugge da guerre o situazioni di particolare povertà, ma nel pieno rispetto delle regole e nei limiti di ciò che sia realmente possibile garantire. Non credo poi di dire cose insensate se al pari dell’attenzione rivolta ai migranti, si sviluppino politiche tese a risolvere le tante problematiche dei nostri cittadini; tornando alle statistiche ci sono oltre 8 milioni di italiani ormai in stato di assoluta povertà. In tema di sicurezza, che prescinde in ogni caso dalle origini di chi commette reati, ritengo che si debba mettere mano ad una vera riforma della giustizia, all’adeguamento delle piante organiche delle forze dell’ordine, e ad una radicale riforma delle attuali norme in tema di auto difesa.
D. Il centrodestra si presenta unito ma con quattro simboli diversi, quindi con qualche distinguo su alcune questioni; perché noi con l’Italia-UDC?
r. La precedente esperienza del PDL ha dimostrato che, pur in presenza di una condivisione di valori, diverse sensibilità possano confliggere all’interno di un unico soggetto. Mi sembra che questo sia stato ampiamente confermato dai fatti; del resto, anche se non amo intervenire in casa d’altri, stiamo assistendo al progressivo disfacimento del progetto che ha portato alla costituzione del Partito Democratico. Con Raffaele Fitto, abbiamo ritenuto di mantenere fede fino in fondo al nostro impegno nei confronti degli elettori, rifiutando ogni ipotesi di collaborazione con il centro sinistra, nei confronti dei quali riteniamo di dover essere assolutamente alternativi. Nella coalizione che comprende Forza Italia, fratelli d’Italia e Lega, intendiamo rappresentare con forza i valori dei moderati, garantendo l’attuazione di un programma assolutamente alternativo al centro-sinistra e nel contempo montano da posizioni estreme populiste.
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