ILVA E SANITA’: DUE EMERGENZE DA RISOLVERE SUBITO

Conferenza stampa dell’on.le Gianfranco Chiarelli e del Consigliere Regionale Renato Perrini, area fittiana del nuovo soggetto politico Noi con l’Italia – UDC, per parlare di due temi di grande attualità che rappresentano altrettanti bacini di crisi per la provincia ionica: la vertenza Ilva e la grave emergenza Sanitaria. Un incontro con la stampa programmato prima della presentazione ufficiale del nuovo soggetto politico e relativo logo. I due esponenti politici si sono limitati a parlare di alcune emergenze del territorio senza soffermarsi sulle questioni relative alle novità nazionali in tema di elezioni per il Parlamento, in attesa che si definiscano meglio i dettagli del recente accordo. Questo in sintesi il pensiero sui due temi di maggior rilevanza al momento: Ilva e Sanità.

Sull’Ilva si sta svolgendo un’ evidente battaglia politica tutta interna al Partito Democratico che non può che produrre effetti negativi sulla trattativa in corso e gravi ritardi nella soluzione dei problemi. Non è immaginabile oggi una chiusura dell’acciaieria così come non si può pensare di ritardare ulteriormente le azioni volte a rendere pienamente compatibile la produzione con l’irrinunciabile diritto alla salute dei cittadini. Il ricorso al TAR, che pure è servito ad aprire un canale di comunicazione tra territorio e governo centrale, non sempre garantito, soprattutto nel passato, oggi, ritirata la richiesta di sospensiva, è di fatto ininfluente e rischia di essere solo un alibi per il governo. E’ chiaro, infatti, che il 6 marzo prossimo i giudici amministrativi non entreranno ancora nel merito della questione posta, ma si limiteranno a decidere sulla propria competenza, con la ipotesi che tutto venga inviato al Tar del Lazio. Dunque è il momento che la politica svolga fino in fondo il proprio ruolo e non abdichi in favore dell’azione giudiziaria. Il governo sia garante degli impegni che il gruppo AMI-Mittal assume in fase di definizione del contratto di acquisizione della gestione dello stabilimento. Si definiscano con chiarezza i tempi di realizzazione delle opere di ambientalizzazione prevedendo puntuali sanzioni in caso di ritardi e/o inadempienze, escludendo qualunque forma di immunità. Si chiariscano gli scenari relativi al piano industriale e alle prospettive occupazionali. E’ irricevibile ogni ipotesi di licenziamenti e/o novazione contrattuale che penalizzi le maestranze. Si garantisca infine il pagamento immediato di tutti i crediti vantati dall’indotto, anche con eventuali misure straordinarie come è avvenuto per altre situazioni, ancor più impegnative dal punto di vista economico (pensiamo alla vicenda banche). Per Chiarelli non è più il momento di ricorsi e controricorsi ma occorre fare subito per garantire l’avvio delle bonifiche e la piena continuità occupazionale. Perrini in particolare si è soffermato sulla questione tunnel sotterranei utilizzati dall’Ilva per il trasporto di acqua prelevata dal mar piccolo. Nel 2012 al rione Tamburi si aprì un’ampia voragine che inghiottì un frugone di un operatore del mercato settimanale. A distanza di anni non si ha notizia di lavori di grande manutenzione che, a dire di Perrini, sono assolutamente necessari. Dopo il richiamo di questi giorni da parte del sindaco Melucci, lIlva ha rassicurato circa le condizioni della struttura ma vi sono seri dubbi che ciò non corrisponda esattamente alla realtà dei fatti. A margine della questione Ilva Perrini ha richiamato l’attenzione su un’altra importante vertenza quella della Vestas: 350 posti di lavoro a rischio.

In tema di sanità, per Chiarelli e Perrini,  è difficile oggi aggiungere altro a quanto in questi anni è stato già detto e fatto: il fallimento delle politiche sanitarie regionali è un dato di fatto testimoniato quotidianamente dalla cronaca.  La chiusura dei pronto soccorso dell’ospedale Nord e di Grottaglie è solo uno dei provvedimenti alla base del collasso delle strutture ospedaliere tarantine. Tutto il piano di riordino va assolutamente rivisto. Il primo passo da fare da parte di Emiliano è quello di affidare la delega che continua pervicacemente a mantenere.

L’ultima in ordine di tempo è la decisione di tenere fuori dal sistema STEN Taranto e Brindisi. Quando segnalato dal primario dott. Oronzo Forleo è davvero sconcertante. In pratica, in presenza di un parto con gravi criticità che richieda il trasporto del neonato da una struttura periferica come può essere l’ospedale di Martina Franca piuttosto che di Castellaneta o di una clinica, occorre rivolgersi al punto STEN di Bari! Per essere più concreti se un bambino appena nato necessiti di un intervento di emergenza che la struttura in cui è nato non può realizzare occorre che da Bari parta il servizio STEN (servizio trasporto emergenza neonatale) cioè in definitiva almeno due ore prima che l’intervento possa realizzarsi. Con grande rischio di non arrivare in tempo. I punti STEN, infatti, sono previsti a Bari, Lecce e Foggia. Sulla questione Perrini ha presentato una interrogazione al presidente della Regione. Al di là del caso specifico è però ormai improcrastinabile una rapida revisione dell’intero sistema, con un nuovo piano sanitario che tenga conto soprattutto delle incidenze sui territori di specifiche patologie; dunque una valutazione qualitativa oltre che quantitativa. E come immediato primo provvedimento la riapertura dei pronto soccorso soppressi.

All’incontro con la stampa erano presenti anche i massimi dirigenti locali del partito e numerosi militanti: il sindaco di Sava Dario Iaia, Luigi Laterza (pediatra che ha sottolineato la gravità della vicenda STEN), l’ing. Francesca Colaninno, l’assessore di Pulsano Marika Mandorino e il consigliere Francesco Lupoli, la consigliera comunale di Lizzano Cosima Cervellera, il consigliere comunale di Massafra Antonio Viesti, il responsabile provinciale giovani Filippo Pavone,Claudio Aurora, Gaetano Fina, Mario Motolese, la portavoce dei dipartimenti Alessandra Laghezza, Francesco Fischetti, Cosimo Damiano Maggi, Nicola Spinelli, Giovanna Salamino.

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