PORTO, ZES: LA REGIONE PUGLIA HA GIA’ INDICATO TARANTO. FINO A PROVA CONTRARIA

L’on.Chiarelli: “Nessuna guerra di campanile: esiste già una delibera di giunta regionale e sarebbe opportuno che il presidente Emiliano facesse chiarezza”

Era evidente che l’istituzione delle ZES, prevista dal decreto per il Sud in discussione al Senato, avrebbe provocato una specie di ‘guerra’ dei porti in Puglia, visto e considerate le potenzialità che potrebbero derivare dall’individuazione del porto destinatario della decisione: diverse le prese di posizione da alcuni personaggi delle altre province che invocano l’intervento della Regione Puglia affinché la ZES comprenda anche i loro territori. L’on.Gianfranco Chiarelli proprio l’altro ieri ha alzato il tiro nei confronti degli altri referenti i porti pugliesi (Bari e Brindisi, in sostanza), ricordando come lo scalo tarantino avesse la precedenza senza se e senza ma (a proposito: ci piacerebbe che la battaglia a difesa del territorio, in questo caso il porto di Taranto, non fosse condotta solo dal parlamentare fittiano…).

In ogni caso, Chiarelli torna sulla vicenda. “Le immediate reazioni da parte di alcuni esponenti politici, delle province di Bari e Brindisi, alla mia precedente nota, con cui avanzavo qualche preoccupazione circa la possibilità di un ennesimo scippo ai danni di Taranto, confermano la fondatezza della mia denuncia – spiega -. Non intendo scendere sul piano della polemica, ma invio senz’altro al mittente le accuse di campanilismo. Ritengo che la questione Zes vada affrontata in termini più seri, ricostruendo, anche sul piano storico, le azioni finora intraprese, a partire dagli impegni assunti in sede di C.I.S., fino alla recente delibera di giunta regionale, la nr. 899 dello scorso 7 giugno, con cui si dava vita ad un gruppo di lavoro:…al fine di individuare i più adeguati strumenti conoscitivi e valutativi degli effetti della Zona Economica Speciale per l’area di Taranto, coerenti con gli obiettivi legati agli interventi per la diversificazione del tessuto economico imprenditoriale, e contenuti in apposita sezione dell’atto normativo….’. Una decisione che nasce dalla individuazione di Taranto come area in cui istituire una Zona Economica Speciale: ‘…Uno dei punti caratterizzanti la strategia di rilancio è certamente l’istituzione della Z.E.S. (Zona Economica Speciale) per l’area tarantina, strumento di innovazione e sviluppo al fine di dare nuova linfa all’economia ed al settore della manifattura…’. Per questo ho sostenuto, e qui confermo, che non vi sia materia di discussione. La Regione Puglia ha già deciso, ed opportuno che mantenga fede a quanto deliberato – conclude il parlaamentare ionico -. Non si tratta di avviare guerre di campanile, ma di mantenere gli impegni assunti, dal governo prima, e dalla regione poi. E’ di tutta evidenza che moltiplicare le aree ZES vuol dire ripartire le risorse a disposizione, riducendo i benefici. Taranto non può permettersi ulteriori penalizzazioni. Sarebbe opportuno a questo punto che Emiliano facesse chiarezza“.

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