SULLA QUESTIONE ILVA

 

In epoca non sospetta, e soprattutto con atti parlamentari (atto Camera interpellanza 2/01746 testo di Martedì 4 aprile 2017, seduta n. 773) ponevo in dubbio la opportunità di assegnare la gestione al gruppo Mittal-Marcegaglia, avendo chiari i possibili drammatici scenari di cui oggi tutti sembrano rendersi finalmente conto. Successivamente, sempre con atti parlamentari (atto Camera interpellanza 2/01871 testo di Martedì 4 luglio 2017, seduta n. 826), ho evidenziato la preoccupazione per la crisi dell’indotto Ilva, ed in particolare degli autotrasportatori, sollecitando il governo ad emanare provvedimenti a favore delle aziende. Un mese fa, precisamente il 7 settembre 2017, con una nota chiedevo di annullare la procedura di cessione e ripensare a un nuovo iter con un maggior coinvolgimento del territorio, auspicando un dialogo costruttivo tra Istituzioni, politica, associazioni e cittadini. La vera questione è che la maggioranza che governa il Paese è sorda ad ogni sollecitazione. Non ho mai ricevuto alcun riscontro alle mie domande. L’unica risposta: un “rumoroso” silenzio. Oggi tutti rilasciano dichiarazioni ma arrivano in ritardo e in qualche caso si contraddicono rispetto al comportamento tenuto negli ultimi mesi, anni quando hanno chiaramente sostenuto le azioni e i provvedimenti. Attendiamo sempre che l’attenzione verso Taranto sia testimoniata dai fatti. Le parole non bastano più!

Gianfranco Chiarelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *